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Lo scontrino elettronico è ormai una realtà. Il 1° luglio 2019 entrerà in vigore il nuovo obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate e tra commercianti e consumatori.

La Normativa

La nuova modalità di certificazione dei corrispettivi interessa tutti i soggetti che svolgono attività di commercio al minuto, ovvero coloro che vendono al pubblico e contestualmente rilasciano uno scontrino fiscale o ricevuta, come ad esempio alberghi, ristoranti, o negozi di vendita al pubblico.
A partire dal 1° luglio 2019 e, a seguire, da gennaio 2020, non vi sarà più l’obbligo di consegnare lo scontrino cartaceo, ma l’operazione sarà memorizzata e trasmessa telematicamente direttamente all’Agenzia delle Entrate, mediante appositi registratori di cassa telematici.

Obblighi, scadenze ed esclusi

All’inizio del 2019 è nato un dibattito tra i titolari di Partita IVA preoccupati dall’introduzione dell’obbligo dello scontrino elettronico e della relativa trasmissione telematica dei corrispettivi. Lo scontrino elettronico non è una novità a tutto tondo: era il 2 settembre 2015 quanto entrò ufficialmente in vigore il D.Lgs. 127. A partite al 1° gennaio 2018 l’obbligo si è esteso alla categoria dei distributori automatici, mentre a partite dal 1° gennaio 2019 si è esteso anche ai distributori di carburanti e lubrificanti. Sono ancora due le date di avvio dell’obbligo future:

  • Il 1° luglio 2019 che prevede l’inizio dell’obbligo di scontrino elettronico per i contribuenti con volume d’affari superiore a 400.000 euro;
  • Il 1° gennaio 2020 che prevede l’obbligo di scontrino elettronico per tutti i titolari di Partita IVA. Questa data sarà inoltre accompagnata dalla cosiddetta lotteria degli scontrini.
corrispettivi date

Alcune categorie, che rientrerebbero nell’obbligo del 1° luglio, potranno godere di un esonero fino alla fine del 2020: stiamo parlando di giornalai, agricoltori, tabaccai, taxisti e mezzi di trasporto pubblico. L’esonero sarà valido solo fino a fine anno: queste categorie potranno continuare a certificare le loro attività con una ricevuta cartacea. Sono anche esonerati i soggetti che effettuano operazioni marginali, cioè quelle attività che non superano l’1% del volume d’affari complessivo realizzato nel 2018, e le cessioni e prestazioni effettuate su mezzi di trasporto in viaggi internazionali (come ad esempio i viaggi sulle navi da crociera).

La Lotteria degli Scontrini

Come accennato precedentemente, dal 1° gennaio 2020 è prevista l’entrata in vigore della Lotteria degli Scontrini, un potente strumento di lotta all’evasione fiscale, testato già in Portogallo e in Albania e ora annunciato, senza ulteriori proroghe, dal Decreto Fiscale 2019. Ma che cos’è esattamente la Lotteria degli Scontrini? Il procedimento della Lotteria degli Scontrini è di tipo collaborativo, perché incentiva i clienti a richiedere lo scontrino a fronte di ogni acquisto che superi una determinata soglia di prezzo, e a lasciare il proprio codice fiscale al negoziante.
La partecipazione all’estrazione è quindi condizionata da: età del cliente (solo maggiorenni), ogni informazione della singola operazione, codice fiscale, importo e modalità di pagamento. Altro elemento essenziale per realizzare il processo automatico di estrazione a sorte è l’emissione di un nuovo tipo di scontrino dotato di un codice specifico abbinato alla Lotteria Nazionale. Cosa si vincerà? I premi non sono in denaro e alcuni di questi rientreranno nella categoria dei beni di lusso, inoltre saranno maggiorati per chi decide di pagare con bancomat o carte di credito. Sono previsti anche premi ai negozianti che aderiranno alla Lotteria degli Scontrini. Il sorteggio dei premi sarà abbinato al codice dello scontrino e programmato mensilmente.

Credito d’imposta Registratore di cassa

Come funziona esattamente l’invio dello scontrino elettronico? Innanzitutto, commercianti dovranno dotarsi di un nuovo registratore telematico (RT) - o server telematici - conformi alle specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate. Il primo passo per adeguarsi alla rivoluzione digitale, che coinvolgerà milioni di commercianti e negozianti, è acquistare un nuovo RT o adeguare quello già in uso, affinché sia in grado di inviare automaticamente a fine giornata il flusso di dati memorizzati all’Agenzia delle Entrate.
Sarà necessario muoversi per tempo ed adeguare i propri strumenti alle novità in arrivo per non farsi cogliere impreparati! Dietro a questo obbligo è previsto un rilevante credito d’imposta per quanto riguarda l’acquisto e l’installazione di un RT: per agevolare l’adeguamento dei punti cassa è concesso un credito d’imposta del Registratore Telematico, un diritto riconosciuto direttamente agli esercenti che si adopereranno entro breve all’acquisto o all’adeguamento di un registratore di cassa alla versione telematica.

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